Puya Raimondii

Puya Raimondii

Meraviglia delle Ande

Si chiama Puya raimondii ed è specie fra le più spettacolari del mondo. Vive a 4000 mt. di quota sulle Ande e la sua scoperta si deve al milanese Antonio Raimondi, appassionato naturalista dell’Ottocento, venerato in Perù come “l’Humboldt peruviano”, ma quasi sconosciuto in patria. A quasi 150 anni dalla sua descrizione, questa pianta sta però correndo un grave pericolo di estinzione.

E’ la più grande delle Bromeliacee, raggiungendo e superando i 10 m. di altezza. E’ una pianta apocarpica, che fiorisce cioè alla fine della sua vita, dopo 40-50 e forse più anni di crescita e che tende a fiorire in modo massivo e sincrono in tutte le popolazioni relitte disseminate sulle Ande peruviane. Un mistero fenologico paragonabile alla fioritura dei bambù!

E’ certo che la crescita dell’infiorescenza è uno dei fenomeni di sviluppo biologico più impressionanti, dato che in soli tre mesi si forma una infiorescenza che può arrivare anche a sei metri di altezza. Innestata su un tallo che può raggiungere i tre metri di diametro, ha la struttura di una spiga composta. Attorno al rachide centrale si dipartono circa 200 spighe ed ogni spiga contiene circa 40 fiori. Ogni infiorescenza porta circa 6 milioni di semi.

Altri importanti aspetti, legati non solo alla biologia della sua riproduzione ma anche alla sua ecologia e genetica di popolazione, attendono di essere studiati. L’interesse scientifico per la specie, raro elemento di biodiversità, è quindi molto elevato ed è legato a quello estremamente urgente della sua protezione.

Uno dei problemi che riguardano la puya è rappresentato dagli incendi che abitanti locali appiccano per favorire il pascolo degli animali. Molti individui non sopravvivono all’incendio. Altri appaiono deformati e con ridotte capacità riproduttive. Dopo l’incendio le rosette di foglie basali appaiono gravemente danneggiate e ridotte sulla sommità dei fusti carbonizzati.